De Laurentiis sottovaluta il peso delle sue parole

Ormai di campo si parla sempre meno e la guerra che sta scatenando De Laurentiis rischia di danneggiare la squadra.

De Laurentiis conosce bene il peso mediatico delle sue parole, ma spesso lo sottovaluta. Oltre alla sua impeccabile e oculata gestione finanziaria, è anche il lavoro sul campo ad aver determinato il successo del Napoli. Sarebbe ora di rispettarlo dimostrando più cautela: prima di un Big Match, come quello di stasera al San Paolo contro il Milan, scatenare un clima del genere, tra comune e società, era sicuramente evitabile. Non a caso il patto scudetto consigliava a De Laurentiis un silenzio prolungato, terminato solo a titolo sfumato. Da artista dell’imprenditoria e del marketing ne avrà sofferto, come ha sofferto il fenomeno che si è creato attorno a Sarri. Chi scrive resta un sostenitore di ADL, ma un sostenitore imbarazzato e in difficoltà come ogni professionista in buona fede dovrebbe sentirsi.

DE MAGISTRIS

Purtroppo in giro si è vista ancora tanta ruffianeria giornalistica, niente di cui meravigliarsi direte. C’è chi ha addirittura impugnato l’odio politico per De Magistris per minimizzare le  offese ricevute da ADLdurante la conferenza a Bari, da cui per fortuna si è dissociato il sindaco De Caro. A queste offese è seguita la scelta di De Magistris di accettare l’invito degli Ultras Napoli (curva B) a seguire la partita nel loro settore. Il conseguente comunicato del Napoli è un attacco pesante alla gestione della città da parte del sindaco. Per quanto sia lecito reagire alla scelta del sindaco forse sarebbe stato meglio usare toni diversi, Napoli è una città difficile da governare ed entrare così a gamba tesa sulle sue competenze è risultato ingeneroso. D’altronde De Magistris non è mai entrato nelle competenze di ADL sulla gestione calcistica, si è sempre e solo difeso dagli attacchi sul San Paolo.

UMBERTO CHIARIELLO

Insomma il presidente del Napoli ignora le conseguenze delle sue dichiarazioni, soprattutto quelle alla sua immagine, poco importa se poi risulta distorta. Quelle della conferenza di Bari hanno ispirato una rubrica di Toronews.net, tenuta da Anthony Weatherhill originario di Manchester. Un articolo che ricorda le paure di Zdenek Zeman nel 1998 sul calcio diventato sempre più industria e che per l’autore rischiano uno scenario peggiore. Nel pezzo c’è anche un passaggio sull’episodio Umberto Chiariello, a cui va tutta la nostra solidarietà, uno dei pochi a schierarsi pubblicamente a favore del noto giornalista napoletano e mi permetto quasi di dedicarglielo. Una lettura interessante perché viene da uno sguardo disinteressato.

SALVIO IMPARATO

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