A Zdenek Zeman premio Fair Play alla carriera: “Zeman modello da seguire” (FOTO)

Dopo Aurelio De Laurentiis anche a Zdenek Zeman va un premio Football Leader 2018, esattamente gli verrà consegnato il premio Fair Play-Dino Celentano alla carriera con queste motivazioni.

“A Zdenek Zeman, maestro di calcio e di vita, manifesto dello sport pulito ed esempio per i giovani con il suo comportamento dentro e fuori dal campo sempre improntato al fair play e alla lealtà sportiva. Le sue celebri battaglie hanno contribuito a migliorare il calcio parimenti alla sua idea di calcio moderno e propositivo. Zeman è, senza dubbio, un modello da seguire”.

Il premio “Fair Play alla carriera – Dino Celentano ”di Football Leader 2018 (www.football-leader.it) verrà consegnato a Zeman nel corso della cerimonia di premiazione in programma il 28 maggio all’Auditorium del Royal Continental, in una giornata che si concluderà con la cena di gala prevista nella splendida location del “D’Angelo Santa Caterina”.

Football Leader 2018 può vantare alcune partnership importanti: tra esse, per la quarta volta consecutiva, con MSC Crociere, la più grande compagnia crocieristica a capitale privato nel mondo e la principale compagnia di crociere in Europa e in Sud America. La flotta di MSC Crociere comprende attualmente 14 navi ultramoderne, tra cui “Seaside”, varata di recente, e “Seaview” che sarà varata il prossimo 9 giugno.

Al fianco di Football Leader anche Well.com della  SVE Group S.r.l., azienda emergente del centro-Sud nella commercializzazione di prodotti di elettronica, telefonia, elettrodomestici e informatica.

SALVIO IMPARATO

Auguri Maestro. Zdenek Zeman compie 71 anni, ma il calcio italiano ha ancora bisogno di lui e di fare i gradoni

Settantuno primavere e ancora tanta voglia di respirare l’erba dei rettangoli di gioco insegnando ai più giovani, almeno era cosi al suo ritorno a Pescara, preso in una situazione disperata. Il patto di prendersi una sicura retrocessione, con il presidente del Pescara, era la costruzione di un progetto vincente in serie B con largo anticipo, ma l’occasione di programmare con il vantaggio dei tempi e con le unite visioni del Boemo e di Pavone sono state sprecate. Acqua passata ormai, ma va ribadita la qualità del suo lavoro, che ha portato una squadra zeppa di primavera e di esuberi a lottare per un posto nei play off e che senza di lui si è ritrovata a lottare per evitare i play out, ancora oggi è a rischio e la sconfitta contro l’Ascoli degli ex Ganz e Cosmi potrebbe essere fatale. Facendo gli auguri al MAESTRO ci auguriamo di rivederlo già dalla prossima stagione in panchina, il calcio italiano ha ancora bisogno di lui, un calcio distratto e esclusivamente attento al mercato e alle vittorie non si accorge dell’assenza di crescita dei propri talenti, se pensiamo che i più grandi e nuovi talenti italiani li ha scoperti e cresciuti lui, ma non certo perché si è resi conto di tener esiliato uno dei più grandi innovatori del nostro tempo pallonaro, ma solo perché Casillo nel 2009 provò a ricomporre il Foggia di Zemanlandia e il Boemo accettò la sfida di tornare in Lega Pro. Quasi riuscì il colpaccio a Casillo-Zeman-Pavone con un squadra costruita con 10000 euro e una pioggia di gol, si sfiorarono i playoff e incominciò a fiorire il talento di Lorenzo Insigne, trasformato dal muto nella splendida ala sinistra che ammiriamo oggi nel Napoli. Quell’annata incuriosì, l’allora presidente del Pescara, De Cecco e complice anche l’intervento di Eusebio Di Francesco ci fu il matrimonio Zeman-Delfino, il resto è storia quel 4-3-3 con Insigne, Immobile e Verratti ha riscritto gli almanacchi e riportato Zeman tra l’olimpo dei tecnici da studiare, rivincere dopo 20 anni con il calcio che tutti ti hanno sentenziato morto e defunto è stato un vero e proprio miracolo e uno smacco ai detrattori. Oggi i principi e i concetti del suo calcio sono visibili e attuati nelle migliori squadre di A, Sarri, Di Francesco, Spalletti e addirittura Allegri hanno in modi diversi addosso l’influenza offensiva del Boemo e si fa davvero ancora tanta fatica a non vederlo con costanza nel calcio che conta, qualcosa non torna da anni, da troppo. Chi lo ama e lo segue lo sta abbracciando con tanti messaggi e ci chiede se tornerà, purtroppo non lo sappiamo ancora e se potessimo regalargli una squadra lo faremmo immediatamente, non potendo farlo chi scrive può solo regalargli un sogno, maturato in questi anni e che lo vede sostituire il dimissionario Sarri, nel malaugurato caso dovesse andar via, sulla panchina del Napoli dove sarebbe perfetto per quello che chiede De Laurentiis e per la cultura del lavoro che c’è a Castel Volturno, valorizzazione della rosa, 4-3-3 e scoperta di qualche giovane italiano, portato dalla primavera alla prima squadra, sognare non costa nulla e lo scudetto del Napoli con lui in panchina è uno dei più bei sogni che posso regalare al Maestro. Tantissimi auguri Maestro un popolo di zemaniani ti aspetta!

SALVIO IMPARATO

Zeman all’Olimpico: “Finale per ora equilibrata”

Zdenek Zeman intercettato dai microfoni de Il Milanista, durante l’intervallo della finale di Tim Cup tra Juventus e Milan, commenta così il primo tempo.

“Partita equilibrata. Non mi sbilancio sul risultato. Douglas Costa può essere decisivo per la Juventus. Per il Milan Calhanoglu: ma deve essere più veloce”

SALVIO IMPARATO

Castori: “Tifo Zeman, resta un maestro e un punto di riferimento”

Dopo il pareggio a reti bianche dell’Adriatico, tra Pescara e Cesena, l’allenatore ex Carpi ha rilasciato alcune dichiarazioni a favore del tecnico Boemo. ”

Questo è un Pescara rimesso a posto da Pillon dopo un periodo critico. Io sono un tifoso di Zeman, che resta un grande maestro e il suo Pescara era il Pescara di Zeman, votato a giocare sempre all’attacco come tutte le sue squadre. Pillon è stato bravissimo a rimettere a posto il Pescara, prestando maggiore attenzione anche alla fase difensiva e secondo me è cosi che il Pescara deve giocare”

SALVIO IMPARATO

Di Francesco ospite da Fazio: “Zeman ha una grande cultura del lavoro, mi faceva molto ridere e continua a farlo quando viene a cena” (VIDEO)

Fazio tu lo vedi tutti i giorni…

“Sì, il Comandante”.

Ma mi pensi quando parli con lui?

“No, in altre occasioni (ride, ndr)”.

Quanto ti rode quando ti danno consigli?

“Non mi infastidisce assolutamente, fa parte del calcio. Tutti si vogliono sentire importanti, anche nelle vittorie. Ci sono anche ottimi consiglieri”.

La Roma lotta per la Champions League.

“Credo che abbiamo fatto qualcosa di straordinario. Sono qui per lanciare un messaggio: io ci credo. Questa squadra ha fatto gare importanti in Europa, non voglio accontentarmi. Dobbiamo credere in questa rimonta”.

Tu hai fatto una conferenza postpartita che ho trovato esemplare.

“Volevo sottolineare il pessimismo che c’è in generale, io sono ottimista. Bisogna cercare di passare da errori, bisogna portare alla realtà lo sport, poi per me è una professione e bisogna passare da altre dinamiche”.

Il presidente Pallotta è stato molto chiaro nel rifiutare una certa tifoseria violenta.

“Sono contrario a ogni forma di violenza, perdipiù parliamo di una minoranza di persone che non hanno a che vedere col tifo, che possono rovinare l’immagine di una tifoseria grandissima, sotto ogni punto di vista. Sono stato anche un calciatore della Roma, la tifoseria è la prima a sostenerti, come farà mercoledì”.

Sulla rimonta contro il Barcellona.

“È questa la forza, guardare avanti, non andare dietro all’esaltazione”.

Realizzare i sogni è una tua caratteristica, anche con il Sassuolo.

“La cosa più bella è trasmettere gioia, vedere la gente gioire è la cosa che mi riempie più di orgoglio. Mi piace lasciare spazio agli altri e trasmettere, è il senso della mia vita”.

Tu volevi correre in bicicletta.

“Mia mamma è trentina, le origini mi hanno spinto a vedere il ciclismo. Ho provato, alla fine ha prevalso il calcio”.

Il tuo nome arriva dal portoghese Eusebio.

“Mio padre lo stimavaMi dovevo chiamare Luca, mi chiamo Eusebio Luca. Il codice fiscale mi ha salvato da altre situazioni di omonimi”.

Hai avuto come allenatore anche Zeman. Anche se non ne condividi la preparazione atletica.

“L’ho fatta, non è che non sono d’accordo, ne sento addosso le fatiche. Ha una grandissima cultura del lavoro, a volte si eccedeva. È un lavoro duro. Mi fa ridere, il suo modo di parlare, la sua ironia”.

Ancelotti ha rifiutato la panchina della nazionale, c’è anche Mancini, tu hai un’idea?

“Ci credo poco che abbia detto di no, sono entrambi grandi allenatori”.

Tuo figlio gioca nel Bologna.

“Quando giochiamo contro mi nasconde la formazione”.

Juve-Napoli?

“Dopo oggi, è favorita la Juventus. Che però deve venire a giocare da noi. Saremo determinanti, ma per noi stessi”.

Di Francesco regala la maglia di Federico Fazio a Fabio Fazio.

“Se non gioca lui, puoi entrare tu in lista”.

https://www.raiplay.it/video/2018/04/Eusebio-Di-Francesco—29042018-ed92f7ec-2f06-4a50-ab4d-34d0d7ed2bc1.html

SALVIO IMPARATO

Un po’ tardi per i complotti, Zeman ci avverte da anni (VIDEO)

https://www.youtu.be/4n9z-WvcvxY

Un po’ mi fanno sorridere i post complottisti, anche se assolutamente fondati, ma lasciano il tempo che trovano, specialmente se l’anno prossimo continueremo a riempire le casse di tutto il sistema, sia chiaro uno scudetto del Napoli l’anno prossimo o addirittura quest’anno, per esempio, non cancellerebbe quello che abbiamo patito in questi 20 anni, anche perché né la frode sportiva VERIFICATA per doping e né calciopoli, hanno davvero scalfito la potenza criminale di quelli là. Io so solo, e lo ripeterò sempre fino alla morte, che un uomo solo ha avuto le VERE palle di attaccarli sul campo e fuori, battendoli con il Foggia, la Lazio e la Roma, con rose nettamente inferiori, gli sono stati portati via due campionati, li ha portati in tribunale e nessuno del calcio, dico nessuno, si è accodato sostenendolo, anzi da tanti che, oggi e da qualche anno, fanno la cantilena amareggiata ho sentito ripetere tutti i luoghi comuni iniettati dal sistema Juve con le spalle al muro : “ma non ha mai vinto niente”, “non cura la difesa”, “non sa allenare i campioni”, “il suo calcio è finito”, etc etc… Lasciato solo da tanti è ripartito dalla C nel 2009, da dove aveva costruito la prima Zemanlandia e ha vinto un campionato a Pescara contro errori arbitrali, poteri forti e continuando ad attaccare mediaticamente la Juve, e successivamente si è dovuto aspettare Benitez per ascoltare un tecnico dargli ragione sul doping dopo 20 anni. La carriera non l’ha rischiata per mosse d’ego, ma per difendere la legalità, la dignità di questo sport e ovviamente di chi lo segue. Quindi oggi che siete disposti a fare per cambiare questo sport e l’incolumità della vostra passione? Vi basterà solo uno scudetto? Io più di portarvi sotto casa di Zeman e proporvi di iniziare un’altra guerra per portarli di nuovo in tribunale e provare a radiarli non posso fare, c’ammà fa, facciamo la storia o facciamo facebook?

SALVIO IMPARATO

Zeman: “Mi sono dimesso il primo settembre, poi sono stato convinto” (VIDEO)

Nel corso della conferenza stampa, a margine di Pescara-Novara, Zdenek Zeman fa una clamorosa rivelazione sulle voci di dimissioni dopo Cesena-Pescara. Una conferenza, che man mano diventa un recipiente di rivelazioni, Da Campagnaro e Bovo che hanno fatto, rispettivamente, 58 e 64 allenamenti, sui 180 dell’intera squadra, sul rapporto con Sebastiani buono solo a tavola, mentre calcisticamente si trovano su binari e esigenze opposte. Sul rapporto con la squadra ha dichiarato – <<Forse si aspettavano un allenatore amico, ma io sono qui per lavorare>> – parole chiare e precise, che finalmente raccontano le verità, dalla parte del Boemo, sulle difficoltà avute fino ad ora. Nella mia rubrica su Pescarasport24 avevo sottolineato, che il problema di questa stagione sono state le premesse del ritorno a febbraio di Zeman, che convinto a prendersi una retrocessione non sua, per costruire in tempo una squadra in grado, non solo di lottare per l’immediata risalita, ma di adattarsi al suo calcio e alle sue particolari metodologie, si è trovato di fronte ad una situazione inaspettata, troppi uomini in rosa e richieste non soddisfatte, che hanno complicato il lavoro e compromesso il rapporto tra tecnico e dirigenza. Nonostante questo, Zeman rassicura tutti chiudendo la conferenza con un convinto: “Vinceremo lo stesso!”.

SALVIO IMPARATO

Sarebbe bello vedere ADL e Sarri così

Ho il privilegio, da Napoli, di scrivere una rubrica settimanale sul mio allenatore preferito Zeman. Essere Zemaniano è un fanatismo che porta con se tante analogie con il Sarrismo. Se ci riflettete ne Sacchi e ne altri, in Italia hanno un culto come Zeman e Sarri, perché secondo voi? Mica solo per il 433 e le mentalità offensive, così sottilmente simili e così profondamente diverse, ma anche per come comunicano la loro allergia alle dinamiche del calcio extracampo e di potere. Stili e tempi diversi per dire a volte le stesse cose, ma non si fa sempre del bene al nostro idolo glorificandolo anche quando potrebbe evitare certe esternazioni. Non sta a me giudicare se fate bene o fate male, questo amore incondizionato resta qualcosa di romantico, sa di quella poesia quasi sparita nel calcio, un pò come il gol di Brignoli, sono solo testimone di un fanatismo ispirato da un uomo rivoluzionario, ormai vecchio, che ancora prova a cambiare il suo destino e il suo futuro e quello di ragazzini di 18 anni, che ha pagato a caro prezzo le sue battaglie. Anche li dove ha creato quel capolavoro 5 anni fa, oggi lo attaccano per risultati e attacchi diretti, alla stampa soprattutto, io ancora lo difendo, ma stando, in qualche modo, più vicino al calcio, ho imparato come e cosa il mio idolo sbaglia dentro e fuori dal campo, e che un fanatismo non può essere totalmente estraneo al mondo del calcio, in cui solo il risultato ti perdona quel che dici e appena perdi sei solo, talmente solo che vorrei vedere De Laurentiis e Sarri così vicini come Zeman e Sebastiani, un presidente che a Pescara è bersagliato più del nostro, ma appena ha capito che ci voleva un segnale si è seduto a sorpresa di fianco al mister, in conferenza pre partita che da noi non esiste, e ha insegnato come si sostiene un allenatore e il suo sistema di gioco delicato, a cui nel mercato non ha soddisfatto le richieste del Boemo. Da noi si crea sempre il gelo tra tecnico e presidente, proprio quest’anno anche ADL, di cui non sono un detrattore, dovrebbe fare un gesto simile o almeno far capire a tutti che sono uniti.

SALVIO IMPARATO