Napoli-Roma 4-0: nel segno di Maradona

Il Napoli straripa contro l’imbattuta Roma. I goleador della serata sembrano benedetti da una qualità superiore, forse quella maradoniana. Apre Insigne sulle orme di Diego; chiude Politano seguendo il medesimo percorso.

1. Bravi gli azzurri

Il Napoli onora al meglio la memoria di Diego, vincendo un big match con una bellissima maglia addosso e una prestazione altrettanto convincente. Bravo Rino, bravo. Bravo Insigne, che stappa il match disegnando una punizione maradoniana a fil di palo. Bravo Politano, che subentra ad un diligentissimo Lozano e passa attraverso le figure per depositare la sfera in porta, come qualcuno lassù in cielo faceva in terra una quarantina di anni fa. Bravo Ruiz, che non impressiona in impostazione ma punge, segnando di giustezza, come un campione deve saper fare. E bravo pure Ciro Mertens, che rimane aggrappato al match e riesce a siglare il tap-in del 3-0 finale.

Tuttavia, mi sorge spontanea la domanda: perché non seguire questo spartito anche contro il Milan? Torno sull’amara disfatta interna contro i rossoneri per dedurre un assunto particolarmente fondato: Gattuso non è un allenatore sarrista, verticalista, ma situazionista. Quando la partita vale doppio, se non triplo – ricordiamo che se il Napoli avesse perso sarebbe andato a -9 dalla vetta e -3 dalla Champions collezionando ben 3 sconfitte in casa consecutive -, Gattuso schiera un monolitico 451 che flirta con un baricentro basso.

Moduli e schemi che permettono a Diego, non colui che è stato appena avviato alla beatificazione bensì Demme, di emergere con carattere e geometrie. Dietro la copertura giudiziosa del tedesco, spicca tutta la difesa a suo agio a difendere con meno campo alle spalle da difendere.

2. Un Napoli double face

Questo tipo di soluzione ha prodotto 3 vittorie: Roma, Real Sociedad, Atalanta. I restanti avversari, provenienti dalla Provincia, hanno aspettato il Napoli. Ed è qui che il Napoli palesa le sue difficoltà. Inciampa contro Az e Sassuolo. Soffre contro Benevento, Rijeka e Bologna. Inoffensivo per 45 minuti contro il Parma. Il 4231 risultava la panacea a questo male sebbene effettivamente operativo in presenza di Osimhen e Bakayoko.

Allora si ribadisce la domanda del perché quella sciagurata formazione contro il Milan che ci ha condannato a 6 punti dalla vetta? La risposta è nelle condizioni di Zielinski. Una settimana fa non così brillante come stasera, benché gridi vendetta il luccichio lasciato in panchina per 90 minuti del Diamante Elmas. Il Macedone aveva illuminato per 10 giorni in nazionale e avrebbe meritato molto di più di 2 minuti.

3. Un Napoli più grande di quanto sembri

Eppure, analizzando la situazione complessivamente, siamo il 3 attacco e la migliore difesa ma soprattutto, oltre che primi in un girone di Europa League insidioso, il Napoli ha 4 punti mancanti sulla tabella di marcia.

Restituendo agli azzurri, innanzitutto, il punto di penalizzazione, i partenopei sarebbero secondi a -5 dal primo posto. Alla pari con l’Inter, cioè. Consentendo agli azzurri, in secondo luogo, di disputare la partita contro la Juventus, la possibilità di andare a 21 pt… a meno 2 pt dal Milan. Ed è forse proprio per questo motivo che i 4 pt tolti ex officio non verranno mai restituiti.

Massimo Scotto di Santolo

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