Setién nuovo allenatore del Barcellona: “Io attacco sempre”

Il Barcellona cambia allenatore e sceglie l’ex Betis Quique Setién. Impariamo a conoscerlo con le parole di una sua intervista recente alla Gazzetta Dello Sport. Poesia per chi ama il calcio totale e zemaniano.

“Io attacco sempre.
Io gioco sempre all’attacco. A padel, a scacchi, a calcio. Non so mettermi dietro ad aspettare, attacco anche se so che magari m’infilano.
C’è un sentimento, una filosofia mentale che mi spinge a prediligere l’offensiva e m’invita a giocare così. Perché?
È molto più divertente. Credo che abbiamo un impegno morale nei confronti dello spettacolo. E perché è ciò che sento. Io ero un giocatore offensivo.

Il mio punto di riferimento è Guardiola. Quando io giocavo mi infastidiva tantissimo la tipica situazione nella quale io andavo a chiedere palla al centrale e questo boom, la sparava sopra la mia testa. Non lo capivo. Io volevo associarmi, passare, combinare.
Nel momento in cui appare Cruijff col Barça e tu sei lì in campo e inizi a rincorrere la palla, vai da un avversario all’altro e quando arrivi questi ha già dato il pallone a un compagno e via dicendo e passi 80 minuti correndo dietro alla palla senza toccarla ti rendi conto che si può giocare in maniera diversa.
Inizi ad analizzarlo, non tutto ti è chiaro ma studi e quando ho deciso di fare l’allenatore pensai che mi sarebbe piaciuto da morire giocare in una squadra come il Barcellona. Io questo me lo porto dentro.

I giocatori ti seguono se ti vedono convinto. Se hai le idee chiare è molto facile trasmetterle, è una questione di passione, di fede. Se hai dei dubbi il calciatore se ne accorge subito.
Come convinci un portiere o a un centrale a uscire palla al piede?
La prima cosa che gli devi dire è che lui deve avere la volontà di giocare in un certo modo. Poi sta a me creargli attorno la situazione ideale perché lui possa sentirsi sicuro e che il tuo disimpegno con la palla non sia tanto complicato.

Io do per scontato che nel corso di una stagione incasseremo 3-4 gol per un passaggio sbagliato in una zona pericolosa. Ma il beneficio che traggo da questo tipo di gioco è immensamente maggiore rispetto al pregiudizio che mi può causare questo stile. È chiaro che togli il calciatore dalla sua zona di comfort, è così facile tirare un calcione e disfarsi della palla… Però una volta appreso, apprezzano”.

Salvio Imparato

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