Palermo-Pescara, Zeman: “Con Sebastiani esperienza drammatica”

Oggi sulla Repubblica edizione Palermo è apparsa un’intervista a Zdenek Zeman. Il Boemo è stato intercettato in occasione dell’imminente big match di B,  Palermo-Pescara, che andrà in scena domenica sera alle 21. Il tecnico di Praga ha parlato dei suoi passati contatti con Zamparini e dell’ultima triste esperienza a Pescara. Per la prima volta Zeman confessa pubblicamente i gravi problemi di salute del figlio minore. Si intuisce dalle parole di Zeman l’amarezza e la delusione per come Sebastiani ha gestito il lato umano del rapporto.

Zeman, col senno di poi sarebbe stato meglio rimanere a Pescara piuttosto che tornare alla Roma?

«La Roma non si può rifiutare, era una società in cui avevo già lavorato con soddisfazione. Peccato che a Roma il rapporto è finito prima. Tutti dicevano che il nostro era il miglior calcio».

Ha il rammarico di non avere mai allenato la prima squadra del Palermo?

«Ho iniziato ad allenare a Palermo nel 1974 e ho finito nel 1983. Mi dispiace non essere riuscito ad allenare la prima squadra. In quell’unica volta che sarei potuto andare in panchina avevo preso una squalifica con la Primavera».

Le cronache raccontano di un contatto con Zamparini. Ce lo racconta?

«Non ci fu solo un incontro, ne abbiamo fatti quattro in tempi diversi, però non siamo mai riusciti a metterci d’accordo. Non so spiegare il perché. Ho sempre dato la mia disponibilità. Se non ho allenato il Palermo non è dipeso da me anche se per la verità solamente nel primo incontro che abbiamo avuto, dopo la promozione con il Pescara nel 2012, fu anche per colpa mia. Avevo già l’accordo con la Roma e forse, ma sottolineo forse, economicamente sarei pesato troppo per il Palermo. Ma avrei scelto lo stesso la Roma».

È vero che Zamparini disse che lei era troppo vecchio per allenare il Palermo?

«Ma non lo so quali valutazioni fanno i presidenti quando fanno le loro scelte. Non credo che Zamparini mi chiamerà più, dopo quattro volte che non si è convinto a prendermi è difficile che possa convincersi oggi».

Magari penserà a lei una nuova proprietà.

«Non so se Zamparini venderà, da quello che so sarà costretto a lasciare il Palermo. Lui però ha fatto bene, il Palermo non era abituato a giocare a certi livelli e ad avere giocatori che ancora oggi sono importanti non solo in Europa, ma nel mondo. Oggi però non è più in condizione di continuare come ha fatto prima».

Con Sebastiani, invece, che rapporto ha avuto?

«La prima esperienza è stata buona, abbiamo centrato una promozione in un campionato che era difficile. Poi la seconda esperienza è stata drammatica sin dall’inizio. Mi fece fuori per motivi disciplinari, ma fu una scusa: era un periodo particolare, avevo dei problemi e c’era mio figlio che faceva la chemio».

Tornando a Palermo-Pescara, meglio Stellone o Pillon?

«Ho avuto Stellone come giocatore a Napoli, era una persona a modo. Penso che come lo era allora, la sua serietà sia riconosciuta anche oggi. Pillon non riesco a giudicarlo, nel senso che so che ha cercato di continuare il mio lavoro, ora forse ha cambiato qualcosa e sta andando bene».

C’è un giocatore del Palermo che le piace o che le piacerebbe allenare?

«Mi piace molto Trajkovski, ma anche Jajalo. Credo che siano due giocatori importanti. I tifosi magari in passato li hanno giudicati in base ai risultati, ma per me hanno qualità indiscutibili».

C’è il rischio che Palermo-Pescara si giochi in uno stadio vuoto. Che ne pensa?

«Mi dispiace. Penso che il calcio oggi non attiri più. Non è solo un problema di Palermo. Quello che è successo a Frosinone è una delle cose che allontana la gente: fanno passare la passione e il calcio senza gente non ha senso».

Chi vincerà il campionato?

«Le mie favorite sono Benevento e Palermo».

E il Pescara?

«Quest’anno c’è più pace nello spogliatoio, ma il Palermo è superiore in tutto. Anche se quando l’ho visto in Coppa Italia contro il Vicenza non mi è piaciuto. Il campionato però è cosa diversa. E c’è un altro allenatore, ma per qualità della rosa il Palermo sarebbe potuto andare in A già l’anno scorso anche con Tedino».

SALVIO IMPARATO

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