Karel Zeman: “La carriera di mio padre finita nel 98. A Coverciano si parla solo di lui” (VIDEO)

Karel Zeman figlio d’arte torna in panchina. Lo fa su quella del Messina dove suo padre lanciò Totò Schillaci. Presentandosi alla stampa è amaro su Zeman senior penalizzato dalle denunce sul doping.

“Tutti possono essere capaci di giocare – ribadisce Karel Zeman – con il 4-3-3. È evidente che servono caratteristiche, abilità tecniche e fisiche che al momento non ci sono al cento per cento ma possono essere acquisite. Contano di più volontà e unità d’intenti”. 

“Oggi è arrivato l’allenatore in seconda, Simone Quintieri, che sarà affiancato da un altro collaboratore. Se fossi venuto a inizio anno ce ne sarebbero stati anche altri, adesso sono sparpagliati in varie squadre. Per facilitare l’intesa tra di loro sto lavorando quasi sempre a metà campo. Non posso quindi giudicare l’aspetto fisico. Non mi sto magari rendendo conto di quanto potrebbero reggere a campo intero”. 

Sono in arrivo due probabili Ds di sua conoscenza, Martino e Martello

“Entrambi mi hanno dato totale fiducia. Sono persone che stimo, a cui voglio bene Con Martino ho lavorato per un anno, con Martello un po’ di meno perché la società non era molto organizzata e ho deciso di lasciarla presto. A Gela sono venute a mancare un po’ di cose, soprattutto la stabilità da parte della proprietà, che aveva minacciato di lasciare a più riprese. Ovviamente la squadra non si allenava come doveva e io non potevo fare il mio mestiere”. 

Modica che le ha detto? Le è mancata la panchina?

“Giacomo mi ha fatto l’in bocca al lupo. Siamo come fratelli, io tifo per lui e lui tifa per me. La panchina mi mancava tantissimo anche perché ho frequentato il corso Uefa Pro a Coverciano e mi sono reso conto che anche chi allena squadre di Champions League, serie A o B veniva a chiedermi qualche consiglio. Quindi non capivo perché dovessi restare a casa”. 

Suo padre?

“La storia di mio padre la conoscete. Quando era a Messina ancora era un allenatore libero. Poi è stato inquisito e quindi la sua carriera è terminata nel 1998, quando si è permesso da persona onesta di accusare chi non lo era”. Anche a Coverciano si parla soltanto di lui, quando si studia il calcio, anche se al di fuori purtroppo viene detto altro. Anche se tanti addetti ai lavori non fanno spesso il suo nome, la gente ricorda sempre il suo marchio di fabbrica”. 

Lei subentra in una situazione complicata, è il terzo allenatore della stagione. Ha in mente qualcosa in sede di calciomercato?

La squadra – afferma Karel Zeman – andrà rifatta perché per come la vedo io è un po’ troppo vecchia. C’è da correre di più e alcuni per limiti atletici non lo possono fare, anche se sono grandi calciatori. Ci vorrà tempo, ma gli abbonati e i tifosi meritano uno spettacolo più idoneo. Con il lavoro potremo migliorare e fare qualcosa di buono. La squadra c’è ma sicuramente c’è da correre molto di più”.

E’ sempre antipatico parlare dei singoli, ma di Coralli che ci dice?

“Non si discutono i giocatori presi uno per uno, ma il loro adattamento a una squadra che deve macinare chilometri, piuttosto che essere un’accozzaglia di stelle. Se alcuni di loro riescono a essere utili è un discorso, viceversa non faranno al caso nostro. È un gruppo poco consapevole della propria forza rispetto alle individualità. Abbastanza timido ma voglioso di lavorare”

Dove può arrivare questo Messina?

“Capisco la domanda, ma adesso non so cosa rispondere. Gli abbonati e i tifosi meritano uno spettacolo più idoneo. Io non ho visto tutte le partite ma so che c’è del malcontento che può essere curato con prestazioni migliori, che dovranno essere corroborate dai risultati. Ci vorrà tempo”.

Il gruppo come lo ha trovato?

“È un gruppo poco consapevole della propria forza rispetto alle individualità. Abbastanza timido ma voglioso di lavorare. Non vedono l’ora di applicare tanto i miei metodi e questo – conclude Karel Zeman – mi fa molto piacere”.

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