Roma, parla Zeman. La Morace gli chieda scusa

Zdenek Zeman è intervenuto in diretta a Te la do io Tokio, parlando della Roma, di ieri e di oggi, della polemica sul calcio femminile montata ad arte contro di lui.

Perché non sono arrivati i risultati sportivi in questi anni?
Oggi per le società il calcio conta sempre di meno, contano di più le finanze. E nonostante contino di più le finanze, si riesce a fare comunque debito. Io non sono riuscito a fare quello che volevo. 

E perché?
Io ero praticamente sotto equipe medica che decideva cosa potevo e non potevo fare. Io avevo Ferola, e l’equipe gli diceva che non poteva toccare i giocatori. Lo staff medico dava quattro giorni per un torcicollo ad un giocatore che per me, con una manipolazione, giocava in cinque minuiti. I giocatori davano più retta a staff medico e dirigenziale che a me. 

Dopo due partite buone in campionato si parte per gli Stati Uniti. Lei crede che questo viaggio abbia inciso sul resto della stagione?
È la società che decide. Io ero contrario ad andare in America sia in estate che durante l’inverno. L’America è lontana e le ore sono tante. Tornavamo dall’America non c’era neanche il tempo di preparare le partite. Poi però hanno imparato e non ci sono più andati, almeno non durante la sosta natalizia

Ha il rimpianto di non aver giocato quella finale di Coppa Italia, a cui comunque lei ci ha portato?
Eh sì, il rimpianto c’è. Ci credevo. La Coppa Italia era sempre qualcosa da vincere, sia per me che per la società.

Cos’è successo con il calcio femminile?
Io pensavo di aiutare le donne che devono emanciparsi. Non era per offendere le donne, anzi il contrario. A me il calcio femminile non mi ha mai disturbato e sono contento che cresce. La domanda era ‘Perché il calcio femminile in Italia è arrivato dopo?’ Io ho risposto che era per la mentalità italiana che vedeva la donna in cucina e basta.

Nella polemica tra Adani e Allegri, a chi si sente di dare il suo appoggio?
Io penso che l’allenatore sa perché fa una cosa, Adani è diventato un opinionista che pensa di sapere le cose più di altri. 

Mi racconta Lorenzo Pellegrini? 
Io l’avevo visto già in Primavera e già si distingueva. Oggi nella Roma è importante perché sa vedere il gioco. Pellegrini è un centrocampista per me, una mezzala. Nella Nazionale per me lui deve fare la mezzala, il ruolo di regista spetta a Verratti. Non do consigli a nessuno, però per me, per come vedo il calcio, questi sono i ruoli. 

Florenzi?
Io l’ho fatto riscattare da Crotone. Andare a Valencia è stata una sua scelta, secondo me. Con me lui giocava mezzala sinistra. Per me l’ha fatto bene: in fase difensiva lavorava anche per Totti e in fase offensiva approfittava delle giocate di Totti.

Kalinic?
Io penso che il ragazzo ha problemi. Alla Fiorentina segnava ogni tanto, oggi quando entra non si vede. 

Fonseca le piace?
Io capisco che un allenatore che viene dall’Ucraina possa trovare delle difficoltà, però c’è una differenza tra quello che dice e quello che si vede in campo. L’unica partita bella è stata contro la lazio, che purtroppo non abbiamo vinto, poi però non ha dato seguito. 

Il più forte allenatore del mondo è Klopp?
Sì, e il Liverpool è la squadra più forte al mondo. Il Barcellona dei tempi d’oro è più forte di questo Liverpool

Cosa pensa di Gasperini? Le piace?
A me piace molto, poi secondo me è l’unico che lavora tanto con i giocatori. Gioca un calcio che sfrutta le capacità dei giocatori. L’Atalanta ha fenomeni come Ilicic e giocatori non di livello, ma tutti rendono bene. A Roma non credo avrebbe potuto lavorare in questo modo, avrebbe avuto problemi, come all’Inter.

Dopo la spiegazione di Zeman, la Morace e tutti quelli che hanno montato il caso, farebbero bene a chiedere scusa al Boemo, che ha dovuto chiarire cose che erano facilmente interpretabili.

Salvio Imparato

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