Paolo Rossi ci lascia. Addio Pablito Mundial!

L’iconico Paolo Rossi è morto all’età di 64 anni. Stroncata la sua vita da un brutto male ma per tanti ragazzi italiani, oggi adulti, il suo assolo dell’82 equivale ad un riff dei Rolling Stones

1. Un’estate al mare

Una solita estate italiana tra Jukebox e un bagno al mare. Quell’estate dell’82 però il tormentone non è di Umberto Tozzi o di Giuni Russo ma di un ragazzo smilzo, dai fianchi matronali, che flirta con la linea del fuorigioco. Si chiama Paolo Rossi e per tutti, dall’82 in poi, sarà Pablito mundial.

Condurrà la nazionale italiana di calcio più discussa della storia a vincere il mondiale, segnando 6 reti in 3 partite – quarti, semifinale e finale -.

2. Le polemiche del mondiale ’82


Un crescendo rossiniano: all’indomani di un girone qualificatorio giocato dall’Italia in modo maldestro, senza nemmeno una vittoria – al quale il compianto giornalista Oliviero Beha opporrà una scarsa regolarità e una valigetta con tutti i soldi necessari per convincere il Camerun a non sbatterci fuori dal Mondiale – la squadra per le troppe critiche si chiude, su decisione di Zoff e Scirea, in un assordante silenzio stampa. E il girone a fatica verrà in questo modo superato. Beha, successivamente, sparirà progressivamente dal mainstream televisivo.

La scelta dei ragazzi azzurri occorse per proteggere dalla avventatezza di certe penne che scrivevano un giorno si e l’altro pure il de prufundis ad Enzo Bearzot, ct di quella nazionale.
Più padre che uomo per tanti nazionali dell’82.
Durante il silenzio stampa, non mancarono momenti di tensione come quando l’inviato Mario Sconcerti e Tardelli, centrocampista della nazionale azzurra, vennero quasi alle mani.
È una storia pertanto prettamente italiana. Rossi appena trasferitosi alla Juventus dal Vicenza fu squalificato per calcioscommesse. Lui e Bruno Giordano le vittime eccellenti.

Paolo Rossi fu il sogno proibito, prima del si alla Juventus, di Ferlaino, che provò ad acquistarlo in ogni modo ma Rossi riteneva il Napoli non all’altezza delle sue ambizioni. La Juve lo era invece eccome, visto che nel frattempo già viveva il decennio d’oro. Alla guida della Vecchia Signora Trapattoni, con cui la Juventus vincerà tutto. Bruno Giordano invece qualche anno dopo fu il felice ripiego di Ferlaino; Bruno che affiancò Maradona per portare a Napoli il primo storico scudetto.

3. Rossi vs Pruzzo: decide Bearzot


Rossi passa da titolare, con Bettega, della bellissima nazionale dei mondiali di Argentina del ’78 guidata sempre da Bearzot e da nuovo centroavanti della Juventus del Trap ad allenarsi due lunghi anni con le riserve dei bianconeri. Tanto fu la squalifica comminata dal Giudice Sportivo. Bearzot tuttavia non dimentica l’efficienza di Paolo Rossi, ha il suo gruppo già sperimentato 4 anni prima e con quello vuole giocarsi il mondiale dell’82, visto che quattro anni prima, in Argentina, l’avventura finì alle semifinali.


Bearzot così non convoca Roberto Pruzzo, goleador implacabile della Roma di Liedholm, con la quale nell’82 il bomber ligure era divenuto pure capocannoniere. Lo spazio per Pruzzo ci sarebbe stato ma Rossi dopo due anni d’inattività andava aspettato. Per Bearzot, è certo che Paolo non sarà in forma le prime partite. La stampa, a quel punto è altrettanto certo, chiederà di sostituirlo con Pruzzo.

Quindi, Bearzot convoca un altro attaccante, destinato a divenire mascotte di quella nazionale perché accetta la convocazione conscio del fatto che non giocherà mai.
Si chiama Franco Selvaggi e fa di mestiere la punta nel Cagliari.

4. Paolo Rossi. Pablito Mundial

E così accadrà: Paolo Rossi giocherà male le prime 4 partite del mondiale.
I giornalisti non poterono invocare Pruzzo ma solo i Santi circa il perché non fosse presente in quella spedizione azzurra.

Poi la partita contro uno dei primi 5 Brasile di sempre… e lì all’idea dei cinque n. 10 contemporaneamente in campo, Bearzot opporrà il contropiede e l’uomo che gioca sulla linea del fuorigioco. Rossi, con il suo tempismo, lo scatto incontenibile nei primi metri, la capacità di non finire mai in offside e partire quindi soltanto all’ultimo cm ancora a disposizione, dilanierà la poco organizzata difesa del Brasile realizzandone 3 di reti.

E poi altre 2 alla Polonia. E 1 alla Germania in finale. L’Italia campione del Mondo. Paolo Rossi un anno dopo pallone d’oro. Per i ragazzi del Giulio Cesare di Roma che l’82 sostennero la Maturità, Paolo Rossi fu il tormentone estivo che li accompagnerà per tutta la vita. Nostalgia.

Massimo Scotto di Santolo

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