Superleague, Zeman: “Tornare ad un calcio con meno soldi e più valori”

Era impensabile che uno come Zdenek Zeman fosse stato d’accordo con la Superleague. Infatti su Gazzetta.it esprime il suo dissenso e la speranza che non parta.

Ho sempre considerato l’idea della Superleague profondamente sbagliata. Nelle ultime ore sembra che il progetto sia destinato già a conoscere la parola fine. Me lo auguro per il bene del calcio. Perché non esiste nessuna sana competizione sportiva che non sia basata sui concetti di meritocrazia e di partecipazione di chi se la conquista sul campo e di vittoria di chi si dimostra più forte: non solo nei conti in banca.

Svilimento dei campionati nazionali

La sua nascita favorita solo da interessi economici dei pochi club titolati a parteciparvi di diritto svilirebbe i campionati nazionali dove invece affondano le radici sociali e culturali del calcio. Che è innanzitutto un grande generatore di passioni ed esiste perché ci sono i tifosi, troppo spesso dimenticati da chi vive questo sport solo come business. Non c’è altra ragione nella creazione di questa competizione se non l’aspetto economico. Ma se questo è vero allora non possiamo pensare che l’idea della Superlega sia recente e nata in modo carbonaro solo nelle ultime settimane.

Debiti e non rispetto delle regole

I top club, zavorrati da bilanci disastrati a causa non solo della pandemia ma della cattiva gestione, da tempo pensano solo a come aumentare in ogni modo i ricavi. Come si è arrivati fino a qui? Perché prima di arrivare a questa montagna di miliardi di debiti che rischiano di far collassare l’intero sistema non si è intervenuti seriamente per far rispettare le regole e sanzionare chi le ha scavalcate? Trovando scorciatoie spesso con la compiacenza di chi il Sistema lo gestisce?

Perché una cosa è certa, le regole, in Italia come all’estero, c’erano e ci sono. Sarebbe bastato farle rispettare per non ritrovarsi nella necessità di reperire liquidità per non fallire. Operazioni senza ritorno sono state avallate permettendo a dirigenti spregiudicati di drogare i bilanci e l’intero sistema.

Meno business e più sport

L’augurio che faccio al calcio è che questo progetto di Superlega osteggiato da tutti a tutti i livelli, tranne pochi club, non parta. E che si possa tornare a un calcio magari con minori risorse ma più competitivo e sano.

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