17.05.1989: Il Napoli vince la Coppa Uefa

In seguito ad una cavalcata che vide la squadra di Ottavio Bianchi battere squadre del calibro di Juventus e Bayern Monaco, il Napoli vinse la sua prima ed unica Coppa Uefa. La sfida che ebbe luogo su due partite, l’una al San Paolo di Napoli e l’altra al Neckarstadion di Stoccarda, vide trionfare i partenopei. Il parziale dell’andata fu 2-1 per il Napoli. Quello del ritorno in terra tedesca un rocambolesco 3-3.

1. La catarsi

Fu catarsi. Affrancamento internazionale dopo quello nazionale. Una fiumana di azzurro che seguì la musa Maradona fino in Germania. Ai pellegrini si affiancorono gli esuli partenopei, emigrati in cerca di fortuna presso le fabbriche tedesche.

2. Il gol di Alemao

E poi al 2-1 dell’andata al San Paolo si aggiunse la rete in trasferta di Alemao; la cui corsa infinita a depositare pallone e liberazione nella porta dello Stoccarda mutò in leggenda grazie alla cortese voce di Bruno Pizzul, che raccontò di quella sgroppata lunga e affusolata l’ineluttabilità.

Klinsmann, giovane attaccante tedesco e protagonista l’anno dopo in Italia con la maglia dell’Inter teutonica del Trap, accorciò temporaneamente risultato e fiato dei partenopei. Fu in un attimo ancora 3-2 per il Napoli.

2. Il gol di Ferrara

Si aggiunse a quest’ultimo parziale la segnatura di Ciro Ferrara, il quale di collo trasformò in rete uno degli assist più intuitivi della storia di calcio. Maradona che non solo rifornì dunque di testa dall’altezza di un calcio d’angolo corto Ciro lo scugnizzo,a cui dedicherà la vittoria finale, ma anche Antonio Careca.

3. Il gol di Careca

Sul 4-2 momentaneo per il Napoli, il brasiliano infatti, alla vigilia pesantemente febbricitante, seguì un contropiede lanciato da Diego per poi concludere l’azione con un tocco sotto leggiadro e soave a scavare via paure e sconfitte.

E poi la genuflessione e l’invocazione del carioca… “Diegooo”. Maradona, paterno, che corre ad abbracciarlo in terra. Gli aveva chiesto, el Diez, di giocare nonostante la febbre. Aveva avuto ragione lui. Uno sforzo che Careca ringrazierà sempre di aver fatto.

4. La festa!

E quando il 3-1 rifilato a domicilio allo Stoccarda sembrava aver concluso il discorso, prima Gaudino, proprio un figlio della Campania emigrante, e poi Schmaler su retropassaggio errato di un altro campano, Nando De Napoli, agguantarono seppur tardivamente il pari per i tedeschi.

Restava nel frattempo soltanto il tempo però di un triplice fischio. E al terzo fischio fu festa, la seconda più bella dopo quella del primo scudetto!

Massimo Scotto di Santolo

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