Rullo cita Zeman: “Attaccare non vuol dire non difendere”

Erminio Rullo terzino ex Lecce e Napoli, parla a Calciolecce.it dell’imminente sfida tra i salentini e gli azzurri, reduci dalla stupenda vittoria contro il Liverpool. Immancabile un passaggio su Zeman.

Lecce-Napoli non è un testa-coda ma quasi. E’ una gara dall’esito già scritto?

“E’ scontato dire che ci sia grande differenza di organico e qualità tra le due squadre – afferma Rullo – ma sappiamo bene che nel calcio nulla è scritto. In più ci sono diversi fattori che potrebbero contribuire a sovvertire i pronostici, che vedono giustamente favorito il Napoli. Gli azzurri vengono da una gara straordinaria e al contempo dispendiosa con il Liverpool. Ancelotti l’ha detto subito: senza la giusta concentrazione rischieranno grosso al Lecce. E i giallorossi, lo abbiamo visto con il Torino, sono una squadra che, se gioca come sa, può mette in difficoltà chiunque”.

Un giudizio sull’avvio di campionato del Lecce?

“La vittoria di lunedì permette di vedere con positività a questi primi scampoli di campionato. Non tanto la gara con l’Inter, quanto quella sul Verona avevano deluso un po’ le attese. Con i veneti i giallorossi non si erano espressi al proprio massimo. Cosa che è invece avvenuta alla grande sul campo di una squadra molto forte come il Torino. Questa vittoria deve dare il giusto entusiasmo e le consapevolezze circa le proprie possibilità. Sarà un campionato complicato, anche perché a livello di qualità della rosa i giallorossi pagano con tutti tolte 3-4 squadre. Continuando nel giusto modo, però, il Lecce potrà fare bene in questa Serie A“.

Liverani pretende molto dai suoi terzini, soprattutto in chiave offensiva. Tu, che con Zeman ti sei espresso al top, ne puoi sapere qualcosa. E’ la giusta filosofia per una squadra che deve salvarsi?

“Molti – confessa Rullo – pensano erroneamente che avere una mentalità offensiva voglia dire non difendersi o farlo male. Non c’è nulla di più sbagliato. Con un gioco meno attendista di quello che magari fanno tante squadre, soprattutto le neo promosse o i club d bassa classifica, si può anzi chiudere meglio gli attacchi avversari. Questo perché non ci si difende bassi consentendo l’altrui avanzata, ma si attacca subito e con grande intensità l’attaccante avversario. Così facendo un terzino può guadagnarci anche in fase difensiva, e non solo facendo bene in avanti come fatto ad esempio da Calderoni a Torino”.

E’ giusto dire che quel 2004/2005 è stato il miglior anno della tua carriera?

“E’ stato un anno fantastico, in cui ci siamo divertiti molto ed abbiamo divertito la gente. Il Lecce era sulla bocca di tutti perché era una squadra vivace, spettacolare, che metteva in difficoltà chiunque, anche le big. E vinceva spesso, segnando tanto e facendo sognare i tifosi. Da quella stagione potevamo raccogliere più che una salvezza tutto sommato tranquilla. Peccato per un girone di ritorno in cui siamo un po’ calati e abbiamo lasciato tantissimi punti per strada. Ma è stato un anno stupendo“.

Qual è, invece, il più bel ricordo che ti lega al Napoli?

“Arrivai in azzurro dal Lecce, in una piazza carica di entusiasmi ritrovati dopo anni difficili e fresca di promozione dalla C. C’era subito una gran fame di Serie A e la promozione arrivò subito. E’ stato come vincere uno Scudetto, vi lascio immaginare che gioia ci fosse in città”.

Domenica avrai il cuore diviso a metà. Per chi farai il tifo?

“Per il Lecce, senza dubbio. Questa è casa mia, sono legatissimo alla piazza e ai tifosi, ed in più i giallorossi hanno bisogno di punti che sarebbero preziosissimi in chiave salvezza. Spero possano realizzare un’impresa e proseguire nel modo giusto lungo la strada per la permanenza in Serie A”.

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