Napoli-Sassuolo 0-2: questi i fantasmi di Gattuso

Napoli-Sassuolo, Arne Slot ha bloccato il pimpante Napoli; De Zerbi, stasera, impone a Gattuso di rivederlo completamente. Nelle ultime 4 partite 3 gol fatti e 4 subiti: 2 Vittorie e 2 Sconfitte. Prima di incontrare l’esiziale allenatore olandese, 3 partite 12 gol fatti e 0 subiti.

1. Gattuso, croce e delizia

Napoli-Sassuolo, partiranno, a Napoli, le polemiche sugli arbitri ma i partenopei hanno perso perché De Zerbi come Arne Slot, togliendo la profondità a Osimhen, ha incartato Gattuso. Gli olandesi hanno raggiunto lo scopo praticando il buon vecchio catenaccio; De Zerbi, invece, non rinunciando al proprio gioco ma inserendo un difensore in più, che, a differenza di quello dell’Atalanta ad esempio, non aveva il compito di aggredire in avanti ma di staccarsi per chiudere successivamente alle spalle dei due marcatori.

Rino rinnoverà. Cosa buona e giusta. Gattuso ha lo spogliatoio in mano, è un allenatore giovane, promettente, che bada al sodo. Ed ha soprattutto metodologie di allenamento e idee contemporanee. Pur tuttavia, bisogna rendicontare la contestuale ambivalenza del suo animo da coach: la verticalità di Flick del Bayern Monaco; il pragmatismo speculativo italico. Questo è un vizietto che al momento gli impedisce di spiccare il volo. Difetto che, dal canto suo, De Zerbi ha completamente superato. L’ex trequartista anche del Napoli ha letteralmente, dal punto di vista tattico, preso a ceffoni Gattuso.

Quest’ultimo, anche in questa Domenica, ha creduto che gli avversari potessero cadere nella propria presunzione accettando di lasciare campo alla giovane gazzella Osimhen. Quando è possibile conquistare punti senza snaturarsi ma semplicemente abbassando il proprio baricentro, è presuntuoso credere che gli altri non siano abbastanza intelligenti da adattarsi alle proprie proposte. La mancanza di un piano B alle contromosse avversarie rappresenta la circostanza aggravante di un comportamento già in partenza (pre)supponente.

2. Le lacune del Napoli dopo Napoli-Sassuolo

Rino ci mostra che sa gestire la rosa numericamente in tutta la sua profondità ma non ancora per tutte le sue caratteristiche. Ancora una volta, impaurito dal calcio champagne di De Zerbi, ha troncato tutte le velleità offensive per una buona ora preferendo Hysaj a Rui. In realtà, appare ancora mancante di due tasselli il processo di completamento della squadra partenopea.

Se da una parte la fase difensiva, a dispetto dei due gol subiti contro il Sassuolo, risulta più che sistemata; dall’altra parte, tutta la dinamica offensiva risulta sterile. Al momento Napoli-Sassuolo racconta che, il Napoli è una squadra che sa esprimersi, offensivamente parlando, soltanto in contropiede, quando l’avversario gli lascia campo.

Inoltre, non appare coerente ottenere dal mercato una squadra fisica per poi non imbastire uno schema da calcio piazzato che sia uno. Non mancano i centimentri ma neanche i tiratori. Da quando la profondità è stata tolta, il Napoli ha segnato 3 gol in 4 partite. Nelle prime 3, 12 gol. Involuzione da studiare.

3. Parola d’ordine ambizione

La sconfitta di oggi pomeriggio, dopo Napoli-Sassuolo, rimane però una brutta figura come quella maturata contro l’Az. Il Sassuolo è squadra seria e quadrata. Il Napoli non lo ha sottovalutato ma ne è risultato comunque inferiore. Inaccettabile se sei più forte; ancor meno se il Sassuolo mancava di tre quarti della delantera titolare. La brutta figura ci può stare in un processo di crescita graduale che il mister deve fare insieme alla squadra.

Questa però, a parere di tutti, è la rosa più forte dell’era De Laurentiis. E’ bene chiarire che la critica, quest’anno, sulla valutazione di Gattuso non farà pesare tanto il vincere quanto il competere si.

Poiché Gattuso continua a ripetere come un mantra durante le conferenze stampa che l’obiettivo è il quarto posto, bisogna che faccia i conti con gli occhi dei giornalisti e dei tifosi, esattamente come Ancelotti, pagandone con il posto di lavoro, ha fatto con i calciatori. I mass media hanno perfettamente contezza di quanto sarebbe uno spreco e un fallimento accontentarsi di lottare per un anno intero al solo scopo di entrare dalla porta principale alla prossima Champions League.

Massimo Scotto di Santolo

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